Segreti posizionamento Seo e buone pratiche

Seo: trucchi, segreti e buone pratiche

Il mio primo approccio con la Seo l'ho avuto nel 2002, quasi per caso; quando ho realizzato il mio primo sito web personale. Non sapevo ancora cosa fosse la Seo. 

Premetto che il mio primo provider internet (poco più che un gruppo di smanettoni) mi propose di trattare gratuitamente e a titolo sperimentale, il mio sito web per posizionarlo su Google. Accettai, fornii le credenziali di accesso al dominio e scoprii finalmente cosa intendessero per Seo: crearono una Dorway, una tecnica di black hat seo deprecata da Google che consiste nel creare una pagina carica all'inverosimile di keyword, che attira il motore di ricerca con tecniche spam e lo reindirizza con codice javascript verso la home del sito. Era evidentemente un trucco per ingannare i motori. Credo di poter affermare che in quegli anni l'idea dominante tra gli sviluppatori fosse quella di ritenere le prime pagine dei motori, vette inaccessibili ai comuni mortali, riservate a pochi eletti baciati dall'entità superiore di Mountain View e possessori di chissà quali segreti e privilegi. Un'idea profondamente errata ma - credo di poter affermare - molto diffusa. Per non dire, appunto, dominante. Accadde esattamente ciò che doveva accadere: non funzionò. Quella fu la prima lezione di cosa la Seo non è, di cosa non deve essere e non è giusto che sia: trucco, espediente, inganno.

Lasciai cadere la cosa e progettai il mio primo sito web per una nota impresa edile di Firenze, impostando semplicemente i meta tag title, description, keyword e un testo pertinente in home page di circa 400 parole. Link building: zero. Tutto redatto nel modo più semplice e lineare possibile. Come se ne dovessi parlare con naturalezza, usando parole che normalmente (nelle mie intenzioni), chiunque avrebbe utilizzato per descrivere quell'attività ad una terza persona. Cercando di spiegarla al meglio, con parole semplici e pertinenti, dettagliando i contenuti, senza ridondanze inutili. E quindi con gli stessi termini che verosimilmente ognuno di noi avrebbe usato per cercare quel tipo di attività in rete. Lavorando sulle parole chiave “edilizia” e “Firenze”. 

Non credetti ai miei occhi quando, dopo qualche settimana, digitando su Google: "edilizia" "firenze" vidi il mio primo sito in top ten. Prima pagina della serp di Google! In quel momento ho realizzato cosa è la Seo e cosa è giusto che sia: un'insieme di buone pratiche finalizzate a rendere le ricerche in rete credibili, trasparenti e affidabili. Niente trucchi e niente inganni, questo è per me l'univo vero grande segreto di una buona Seo.

Ora naturalmente è cambiato tanto ma lo spirito di Google è rimasto lo stesso. Ne sono assolutamente certo. Perché (è inutile girarci intorno), quando si parla di motori di ricerca, è a Google che pensiamo. Ed è a lui che ci riferiamo principalmente quando parliamo di Seo e di posizionamento ottimale per quanto attiene alle ricerche in rete. E soprattutto all'imperscrutabilità dei suoi algoritmi e alla loro impressionante potenza di analisi. Ma vi pare che il plurimiliardario e super colosso hi-tech della rete si fa raggirare dal primo smanettone che passa? E non parliamo di concetti come moralità, eticità e correttezza che mal si addicono ai robot, parliamo piuttosto di prestigio e credibilità conquistati sul campo grazie all'affidabilità delle ricerche su questo motore. Per i quali possiamo fattivamente parlare di alti livelli di intelligenza artificiale. Ormai Google non è solo affidabile, è anche predittivo. Riesce cioè ad intuire le ricerche che interessano l'utente non solo in base alle parole chiave digitate ma anche in base ai sinonimi delle stesse e alla loro associazione con altre parole chiave. E in base a ciò suggerisce altre query di ricerca e quindi altre paginate di risultati. 

Inoltre con la svolta mobile first lo stesso Google non solo ha raffinato le strategie di posizionamento dando priorità alle ricerche effettuate da mobile ma proprio grazie alle app di dettatura vocale, ormai immancabili in qualsiasi smartphone, fornisce risultati di ricerca in base a domande rivolte al motore a voce. E ciò spinge necessariamente i seo analyst a rivedere e raffinare le proprie strategie di ottimizzazione. Tenendo conto del fatto che alla ormai tradizionale ricerca per parole chiave si affianca prepotentemente quella derivante da query più complesse come le domande dirette. Complesse ma paradossalmente più semplici dal punto di vista dell'utente in quanto le ricerche a voce sono di fatto più naturali e spontanee in quanto simili all'interlocuzione con una persona reale. Quanti di noi hanno visto persone anche anziane porre domande a Google parlando al telefono? Mia madre ad esempio ha 84 anni e lo fa!

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